La filiera corta del vino biologico si concentra sulla riduzione dei passaggi tra il produttore e il consumatore, enfatizzando sostenibilità, trasparenza e qualità nel rispetto di quanto disposto dal Regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio. Ecco una descrizione dettagliata del processo:
Coltivazione della Vite
Preparazione del Terreno:
Il terreno viene preparato utilizzando metodi biologici, ad esempio, privilegiando concimazioni di fondo con compost e letame biologico.
Scelta delle Varietà:
Vengono scelte varietà di uva adatte al clima e al suolo locali prestando attenzione all’opportunità di adesione a qualche disciplinare di produzione relativo alle denominazioni d’origine locali. Le viti biologiche sono selezionate per la loro maggiore attitudine ad adattarsi a forme di allevamento che privilegia la qualità piuttosto che la quantità e riduce la necessità di combattere le avversità.
Piantumazione:
Le viti vengono piantate seguendo pratiche sostenibili, rispettando la densità di piantumazione ottimale per privilegiare la qualità piuttosto che la quantità e ridurre la necessità di interventi di contrasto alle avversità.
Cura del Vigneto
Gestione del Suolo:
Il suolo è curato utilizzando tecniche di lavorazione e contenimento delle malerbe prevalentemente meccaniche.
Controllo dei Parassiti e delle Malattie:
Si utilizzano tecniche e composti ammessi Regolamento (UE) 2018/848 evitando gli interventi “a calendario” ma prestando particolare attenzione agli strumenti di prevenzione e controllo delle avversità, anche automatizzati, durante tutte le fasi fenologiche della pianta.
Irrigazione:
L’irrigazione è gestita in modo efficiente, anche sfruttando le opportunità derivanti dagli strumenti di controllo digitale, privilegiando sistemi di irrigazione localizzati “a goccia” per ottimizzare il consumo d’acqua.
Vendemmia
Raccolta
La vendemmia è spesso effettuata manualmente ma può avvenire anche a mezzo di vendemmiatrici meccaniche. Particolare attenzione viene posta all’impiego di sistemi di trasporto idonei ed alle distanze dal centro di trasformazione che devono essere ridotte il più possibile per prevenire innesco di fermentazioni anomale.
Tempistiche:
La raccolta è programmata per avvenire al momento ottimale di maturazione dell’uva, garantendo il giusto contenuto di zuccheri ed il miglior corredo aromatico.
Pigiatura e Fermentazione
Pigiatura:
L’uva raccolta viene trasportata rapidamente alla cantina per essere pigiata. In una filiera corta, le distanze di trasporto sono minime, scongiurando alterazioni dell’uva e l’innesco di fermentazioni anomale.
Fermentazione:
Il mosto ottenuto dalla pigiatura soffice dell’uva viene fatto fermentare in contenitori idonei e in condizioni di temperatura controllata, privilegiando l’uso di lieviti spontanei o selezionati per garantire la miglior espressività del vitigno in termini organolettici e di riconoscibilità del prodotto.
Affinamento e Invecchiamento
Affinamento:
Dopo la fase di svinatura volta ad eliminare le morchie di defecazione il vino viene affinato in contenitori idonei per un periodo variabile a seconda della tipologia di prodotto che si vuol ottenere. In questa fase risulta fondamentale controllare alcuni parametri di qualità al fine di ridurre al minimo l’impiego di solfiti.
Invecchiamento:
Alcuni vini possono richiedere un periodo di invecchiamento per sviluppare complessità e caratteristiche organolettiche di pregio. L’invecchiamento avviene in ambienti controllati per temperatura e umidità monitorando costantemente alcuni parametri di qualità al fine di ridurre al minimo l’impiego di solfiti.
Imbottigliamento
Preparazione:
Prima dell’imbottigliamento, il vino può essere filtrato per rimuovere eventuali sedimenti, normalmente tale operazione avviene mediante l’impiego di materiali cellulosici che non ne alterano le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche.
Imbottigliamento:
Il vino viene imbottigliato utilizzando materiali ecocompatibili e etichette che indicano chiaramente l’origine biologica e il percorso di produzione.
Distribuzione e Vendita
Canali di Vendita Diretti:
Il vino biologico viene distribuito attraverso canali diretti, come:
- Vendita diretta in cantina.
- Mercati contadini e fiere locali.
- Enoteche e negozi di prodotti biologici.
- Gruppi di acquisto solidale (GAS).
- E-commerce di vini biologici.
Minimizzazione degli Intermediari:
La filiera corta riduce il numero di intermediari, permettendo una maggiore trasparenza e un rapporto diretto tra produttore e consumatore.
Consumo
Origine e Qualità:
Il vino biologico arriva al consumatore con garanzie di origine e qualità, grazie al valore aggiunto rappresentato dal legame con le comunità e i produttori locali.
Trasparenza:
I consumatori hanno la possibilità di accedere e verificare le informazioni sulle pratiche agricole utilizzate e sull’origine dell’uva, sui processi di ottenimento del vino, migliorando così il legame di fiducia con il prodotto e i produttori.
Vantaggi della Filiera Corta del Vino Biologico
Qualità e origine: qualità riconoscibile perché legata alle caratteristiche specifiche di vocazione territoriale.
Trasparenza e Tracciabilità: Maggiore conoscenza dell’origine e delle pratiche di produzione.
Sostenibilità Ambientale: Riduzione delle emissioni di CO2 grazie a trasporti più brevi e pratiche agricole sostenibili.
Supporto all’Economia Locale; Valore sociale dei benefici economici per i produttori e le comunità locali.
Valorizzazione delle Varietà Locali: Promozione delle varietà di uva e di vini del territorio, con possibilità di valorizzazione delle denominazioni d’origine, espressività e rappresentatività della vocazione vitivinicola locale.
In sintesi, la filiera corta del vino biologico promuove un modello di produzione e consumo che enfatizza la sostenibilità, la qualità e il legame con il territorio, offrendo vantaggi sia per i produttori che per i consumatori.
